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CAIAZZO

Arrivando da Capua costeggiando il corso del fiume Volturno la strada Sannitica si inerpica tra i monti e la piana del monte Verna attraversando campagne e radure boschive dove l'aria si fa più pungente e limpida, il territorio si popola di mandrie di bufale e vacche al pascolo e di tutti i toni del verde fino a raggiungere la ridente cittadina di Caiazzo.

Stradine lastricate di fattura medievale, piazzette e vicoli suggestivi si intrecciano in questo antichissimo borgo. Caiazzo custodisce un patrimonio naturalistico e archeologico di grande pregio: effigi romane, resti di mura antichissime, palazzi gentilizi fregiati di portali in pietra e stemmi, e le antichissime chiese ( di S. Apollonia, di S. Francesco, di Maria SS. Assunta, dell'Annunziata, dell'Immacolata Concezione,di S. Maria delle Grazie), bellissime cappelle e antichi conventi impreziositi da stucchi artistici, tele e affreschi di incantevole fattura.

La storia raccontata da edifici e stemma

Lo stemma della città è una croce rossa in campo azzurro, circondata da
quattro gigli d'oro e sormontata da una corona reale e due mani congiunte col motto: TA PRO ha origini vetuste che risalgono alle crociate
( Rainulfo, Conte di Caiazzo, partecipò alla prima Crociata con Boemondo e Tancredi e portò con sé molti uomini di queste terre), mentre la corona reale che sormonta lo stemma e il motto TA PRO furono aggiunti in seguito dai Re Aragonesi.Nell'epigrafe di "Portavetere" ove è fatto omaggio a Ottavio Augusto, Re Ruggiero, Federico II, Alfonso d'Aragona, si aggiunge:" Qui olim, Confisi eius civium fidelitati, Eam incoluerunt.")
Le mani congiunte rappresentano la fedeltà, la corona il premio per questa :" CORONATA PRO FIDE ".

I monumenti

Bella la cittadina con le sue strade lastricate di ciottoli ed i vicoletti che si incrociano con strade più ampie e le piazzette. "pregevole il piazzale di Portavetere arricchito di splendidi giardini , e Piazza Giuseppe Verdi su cui si affacciano il palazzo vescovile e la Cattedrale.

Questa è la chiesa principale, dedicata alla Madonna Assunta ,fu probabilmente edificata sui resti di un antico tempio pagano . Un maestoso castello sovrasta la città, costruito nel IX secolo sulle rovine della rocca, dimora di Gastaldi e Conti Longobardi, poi dei Normanni e degli Svevi.
Residenza di personaggi celebri n el 1239 ospitò Federico II e Pier della Vigna, Torquato Tasso eAlfonso d'Aragona che lo donò insieme alla città, all'amata Lucrezia d'Alagno per la quale fu costruita la "Torre Maestra".
Giovan Battista Marino compose nel castello il suo poema"Adone".

Il territorio

Abbracciata dai monti del Matese, del Taburno e dal Tifata,
Caiazzo gode, per la felice posizione geografica, di un clima particolarmente gradevole: fresco d'estate e mite d'inverno. L'aria frizzante ed odorosa dei profumi del bosco, risveglia i sensi e l'appetito, invoglia a lunghe passeggiate, alla scoperta dei mille segreti di questa terra.
Il territorio di Caiazzo comprende le frazioni di SS. Giovanni e Paolo, in collina a nord - est, e Cesarano, a sud, in zona pianeggiante.
I circa 6000 abitanti sono ospitali e conservatori delle tradizioni, amanti della tavola e del buon vino. La Gastronomia ricca di pietanze e prodotti tipici e genuini oggi è tra le maggiori attrattive del turismo itinerante.

Leggende e tradizioni

Sono numerose le leggende sulle origini del sito.costruita dalla ninfa Calata, , amata da Volturno, rifugiatasi in questo luogo per fuggire all'ira del padre Tifata o eretta dai discendenti di Noè. Caiazzo fù probabilmente
fondata dagli Osci tra il IX e l' VIII secolo a. C e si arricchì nel susseguirsi dei dominatori di bellezze architettoniche e monumentali di grande pregio come il meraviglioso castello edificato durante il dominio longobardo Caiazzo custodisce tradizioni, usanze, e leggende le cui origini si perdono nella storia. Il ventinove ottobre, a Caiazzo, si celebra la festa di S. Stefano Vescovo di Caiazzo.
Il Santo amato e venerato fu operò molti miracoli durante la sua vita: si narra che nel mentre amministrava la Comunione, nella Cattedrale, una colonna di marmo cadde sulla folla dei fedeli senza ferire nessuno, ed ancora che, celebrando la messa, nel giorno di Pasqua, aveva affidato il calice di vetro ad uno dei chierici e che questi nell' asciugarlo , lo aveva rotto; S. Stefano,allora,raccoltosi in preghiera fece si che il calice ritornasse integro.
Alcune guarigioni miracolose, si manifestarono anche dopo la morte del Santo. Il suo corpo, fu deposto nella Cattedrale.
Nella cappella a Lui dedicata si può ammirare un grande quadro del
Ferrazzano che raffigura un Angelo che trattiene la mano armata dell' Angelo sterminatore, indicando Santo Stefano che prega Gesù di risparmiare Caiazzo .
La processione ,durante la quale Il busto in argento del Santo viene portato in processione per le vie della Città è fortemente sentita e partecipata dalla popolazione.

La sera del Venerdì Santo un grande corteo di fedeli percorre le strade del borgo illuminato dalle luci e odoroso di fiori ,
gli uomini con orgoglio e devozione portano a spalla, la statua di Gesù morto, mentre le donne accompagnano la statua della Madonna Addolorata.Durante la suggestiva " processione del Corpus Domini" le strade del paese vengono adornate di fiori e ramoscelli di mirto , mentre dai balconi pendono preziosi copriletti ricamati a mano o tessuti all'uncinetto con sapiente maestria.

Tradizioni e folklore

Imperdibile La FIERA della MADDALENA ( patrona della Diocesi S. Maria Maddalena,tra il 18 e il 24 luglio) celebrazione del giorno nel quale era tradizione riscuotere ed estinguere i debiti (il 22 luglio).
In quel giorno contadini e artigiani delle contrade vicine, si recavano a Caiazzo portando con sé gli animali, i frutti del campo o i prodotti della bottega per vendere, comprare e pagare, col ricavato, tasse e debiti
Le starde, le piazzette, le botteghe e i vicoli dell'antico borgo, si arricchiscono in queste giornate di bancarelle, venditori ambulanti, di stand e del vociare delle contrattazioni.
La fiera offre una vasta scelta di prodotti più locali: bestiame, prodotti dell'agricoltura, piante e fiori, meravigliosi corredi di tela e lino ricamati a mano o lavorati all'uncinetto e ceramiche finemente decorate.

L'esposizione era un tempo arricchita dalla presenza di personaggi caratteristici ,ed oramai scomparsi nelle città, come" U sanzane " che concludeva l'accordo tra acquirente ed espositore, dai "venditori di fortuna" accompagnati da pappagallini e strumenti musicali che predicevano il futuro e che, dietro il pagamento di qualche spicciolo, rivelavano i numeri della fortuna o da 'u pazziarielle " che allettava i bambini con pupazzetti di stoffa artigianali che riproducevano i personaggi della commedia dell'arte.

La festa della " a cannelore "il 2 febbraio o la " festa di San Biagio " il 3 febbraio durante la quale si possono gustare i "Viscuotte di S.Biase"e la gola dei fedeli è unta durante una cerimonia con olio santo; la tradizione, il giorno di San Giuseppe, di accendere immensi falò per far si che il raccolto sia abbondante.

Caiazzo è ricca di usanze, molte delle quali comuni a molti paesi campani : i matrimoni venivano sovente "combinati" tra le i rispettive famiglie attraverso i servigi di una " mediatrice ",la quale fungeva da ambasciatrice per entrambe le parti al fine di concludere un accordo conveniente. Nel corso dei preparativi per le nozze si redigeva un elenco della biancheria recata in dote "u currete " che, con i regali ricevuti il giovedì precedente la celebrazione veniva trasportato su un carretto a casa dello sposo. Ancora oggi quando nasce un bimbo è usanza regalare pasta, dolci e liquori alla futura mamma...

Sono fiorentissime e ancora molto sentite le antiche credenze popolari ."u maluocchio" portatore di sventure e malessere a chi ne rimaneva vittima era individuato con l'aiuto di vecchine ,dotate, di particolari poteri si diceva, le quali recitando formule antichissime e servendosi di un piatto contenente dell'acqua e alcune gocce d'olio verificavano la gravità della iattura e la esorcizzavano gettando il contenuto del piatto nel fuoco .

Le "Janare" donne malvage nate nella notte di Natale che divenivano invisibili cospargendosi il corpo di un olio magico e si raccoglievano nei pressi di un antico albero di noce per celebrare i rituali magici .

Prodotti tipici

La terra che circonda Caiazzo è punteggiata da frantoi, dove vengono molite le olive della varietà Caiazzana , varietà precocissima, adatta alla produzione di un olio novello, leggermente dolce, con note mandorlate e un gusto delicato ma anche adatta alla mensa, ottima la qualità nera da fare appassita .Altra pregevole qualità autoctona è la Carolea" che rende i piatti della cucina caiatina succulenti e profumati.

L'abitudine di conservare e far maturare il formaggio è molto praticata a Caiazzo e nei dintorni, ove il formaggio, veniva ed ancora viene conservato in buche scavate nelle cantine e rivestite con la paglia.

In esse sono stipate le pezze e conservate per svariati mesi ( formaggio di fosso di Caiazzo).

I Calaia, vino prodotto esclusivamente sui colli caiatini da vigneti piantati su un terreno argilloso a 200 mt . sul livello del mare , è ottenuto dall'unione di due uve eccellenti : Aglianico e Cabernet. Affinato per non molto tempo in "Barriques" di rovere, viene imbottigliato e potrà essere conservato anche per lungo tempo senza perdere l'aroma ed il gusto.



 
   
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